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Inter-Juventus oltre l'espulsione di Kalulu
15 feb 2026
Come è andata la partita, in parità numerica, e poi in 11 vs 10.
(articolo)
10 min
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IMAGO / ABACAPRESS
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L’espulsione di Kalulu a tre minuti dalla fine del primo tempo si è presa tutta la scena di Inter-Juventus. Spalletti e i suoi giocatori non hanno parlato, lasciando a Comolli e Chiellini l'onere di protestare per l'errore dell'arbitro. Nessuno ha voluto parlare di calcio, nella Juventus, supponendo che l'espulsione di Kalulu abbia creato una cesura troppo netta nella partita. Oltre l'episodio, oltre le proteste che andranno avanti per chissà quanto, che partita è stata? Cosa è successo sul campo?

Di Inter-Juventus, e dell'episodio che ha visto coinvolti Kalulu, Bastoni e l'arbitro, abbiamo parlato anche nel podcast riservato agli abbonati "Che Partita Hai Visto". Abbonati a UltimoUomo per ascoltarlo.

UNDICI CONTRO UNDICI
A poche ore dal calcio d'inizio, Spalletti ha dovuto fare a meno di Khéphren Thuram, e la scelta per sostituirlo è ricaduta su Miretti, schierato a centrocampo lasciando invece McKennie nel suo ruolo di trequartista, con a destra Coinceção, l'unico altro non sicuro di un posto da titolare.

Chivu al contrario poteva contare sia su Barella che Çalhanoğlu, i due calciatori in dubbio prima del calcio d'inizio, scegliendo di mandare l'italiano in campo dal primo minuto e il turco in panchina, e completando il centrocampo con Zielinski e Sucic.

Fin dall'inizio entrambe le squadre provano a pressare alto il primo possesso avversario, per rendere difficile la costruzione del gioco. La Juventus lo fa con un pressing parecchio orientato sull’uomo con il suo 4-2-3-1 che si adatta perfettamente al 3-5-2 nerazzurro: McKennie sul mediano Zielinski, Yildiz e Coinceção su Bisseck e Bastoni e i due terzini pronti ad alzarsi senza esitazioni su Luis Enrique e Dimarco.

L'Inter, invece, cerca di sporcare il possesso della Juventus adattando il suo 3-5-2 sui tanti movimenti degli uomini di Spalletti. I bianconeri cercano di alleggerire la pressione di Lautaro e Thuram su Bremer e Kelly abbassando Locatelli e coinvolgendo attivamente Di Gregorio nelle fasi di costruzione dal basso.

Il pressing bianconero è efficace nell’impedire all’Inter di risalire il campo e nel recuperare palloni in alto; quello nerazzurro, invece, viene ben manipolato dal palleggio della Juventus, che riesce spesso ad abbassare l'avversario dentro la sua metà campo. A mettere in difficoltà il pressing nerazzurro è stata la fluidità posizionale degli uomini di Spalletti, in particolare i movimenti di Locatelli e Kalulu e la posizione di Coinceção.

Il centrocampista si abbassa spesso sulla linea dei centrali, nel tentativo di guadagnare superiorità numerica contro i due attaccanti avversari. A quel punto l'Inter alza Sucic per pareggiare la pressione sui tre giocatori della Juventus. Ma questo genera un vuoto a sinistra: con Coinceção sempre molto alto e con i piedi sulla linea a fissare la posizione di Dimarco, Kalulu ha spazio alle spalle di Sucic, per ricevere come “uomo libero” e far saltare la prima pressione dell'Inter.

Locatelli si abbassa e disegna una linea arretrata a 3. Susic si alza su Bremer, Kalulu è libero alle sue spalle con Coinceção che fissa la posizione di Dimarco.

Quando non passa da Kalulu, la Juventus è comunque in grado col movimento dei suoi giocatori di trovare soluzioni interne efficaci in grado di far saltare il banco della pressione avversaria. L’Inter non riesce quasi mai a reagire bene alla fluidità bianconera.

Alcuni esempi di come la Juventus ha trovato la maniera di superare con brillantezza la pressione avversaria. Nella prima diapositiva è Cambiaso che taglia internamente alle spalle della pressione e riceve il passaggio diagonale di Bremer. Nella seconda è Yildiz a ricevere internamente. Nelle ultime due diapositive è David che si abbassa a ricevere il filtrante di Di Gregorio. In quest’ultima azione si noti come i due giocatori più arretrati siano Locatelli e Miretti, con Bremer e Kelly aperti. Cambiaso è il giocatore più avanzato e Kalulu attacca lo spazio alle spalle della pressione che arriverà su David, con Yildiz e Coinceção aperti a fissare l’ampiezza

Un po’ per scelta e un po’ per necessità, l’Inter rinuncia presto all’idea di pressare alta la Juventus, assestandosi su un altezza medio-bassa, come del resto preannunciato da Chivu nella conferenza stampa pre-partita. Il dominio territoriale e del possesso, figlio anche di un’ottima fase di riaggressione, non ha garantisce però alla Juventus di essere pericolosità. Almeno non in proporzione alla qualità della manovra fino alla trequarti avversaria.

Il gol del vantaggio dell'Inter, nato da una palla recuperata in posizione avanzata e dal goffo tentativo di parata col piede destro di Di Gregorio sulla deviazione di Cambiaso sul cross di Luis Enrique, finisce per aggiustare la fase di rifinitura della Juventus. La reazione della squadra di Spalletti è rabbiosa, ma anche efficace: in sei minuti tira tre volte in porta, trovando il pareggio proprio con il terzo tentativo con Cambiaso. L'1-1 non arresta la reazione della Juventus, che nei minuti successivi sembra poter addirittura andare in vantaggio, creando una buona occasione con un tiro di Yildiz ben dentro l'area di rigore. Dall'altra parte, però, l'Inter dimostra di avere una maggiore incisività nell'ultimo terzo di campo e, pur senza avere il dominio territoriale, le bastava poco per creare occasioni da gol. È bastato che Thuram si staccasse una volta dalla marcatura dei centrali avversari per ricevere e, spalle alla porta, col tacco, mandare in porta Zielinski.

Barella imbuca su Thuram che per una volta riesce a creare separazione da Kelly. Il tocco di tacco, molto bello, di Thuram, libera Zielinski davanti a Di Gregorio

L’azione appena descritta mostra l’importanza del rendimento delle punte nel 3-5-2 dell'Inter, che internamente può avanzare e creare pericoli quasi esclusivamente giocando il pallone sui suoi attaccanti. La Juventus con Bremer e Kelly riesce a controllare Lautaro e Thuram per tutta la partita. Spalletti, consapevole dell’importanza degli attaccanti dell'Inter, ha chiesto ai suoi di modificare il 4-2-3-1 con cui pressavano in un 4-3-3 quando erano costretti a fasi di difesa posizionale, con Locatelli attivo nell’occupare le linee di passaggio verso Lautaro e Thuram e ad aiutare i centrali nel controllo delle punte avversarie.

Il 4-3-3 in fase di difesa posizionale della Juventus permette a Locatelli di occupare le linee di passaggio verso le punte avversarie (seconda diapositiva) e coprire Bremer e Kelly nella marcatura di Lautaro e Thuram (terza diapositiva)

Sul finire del tempo l’Inter riesce comunque a collezionare un’altra occasione da gol, su calcio d’angolo, con un colpo di testa di Thuram parato da Di Gregorio seguito dal doppio palo colpito da Bastoni sulla ribattuta del portiere bianconero. Sulla successiva ripartenza della Juventus, un banale errore di passaggio di Miretti è l’innesco dell’espulsione di Kalulu.

UNDICI VS DIECI
Nell’intervallo Spalletti sostituisce Coinceção con Holm e ridisegna la Juventus con una sorta di 4-4-1 con McKennie e Yildiz larghi. Anche in dieci la Juventus non rinuncia al pressing aggressivo. McKennie e Yildiz sono su Bisseck e Carlos Augusto - entrato al posto dell'ammonito Bastoni. Accompagnando la pressione, i terzini Holm e Cambiaso si alzano rispettivamente su Dimarco e Luis Enrique anche quando gli esterni nerazzurri decidono di rimanere bassi per ricevere il pallone. È quindi David, in fase di non possesso, a sobbarcarsi il grosso del lavoro nato dall’inferiorità numerica, sdoppiandosi tra Akanji e Zielinski. Chiaramente, la superiorità numerica consente agli uomini di Chivu di trovare con più facilità il modo di eludere la pressione juventina e di abbassare i bianconeri. Esaurita la pressione, la squadra di Spalletti viene schiacciata in uno stretto 4-4-1 nell’ultimo terzo di campo. Tuttavia, l’ottima prova difensiva complessiva, in particolare dei due centrali Bremer, Kelly e Locatelli ha chiuso ogni varco centrale, lasciando ai nerazzurri i cross. L'Inter ne ha provati 21 nei secondi 45 minuti.

L'unica occasione all'inizio della ripresa è per la Juventus. Una lunga percussione di Cambiaso, conclusa con un tiro parato da Sommer; sulla ribattuta McKennie manca la conclusione e Miretti prova un pericoloso tiro dal limite. Al momento di mettere mano ai cambi Spalletti non modifica il suo 4-4-1, ma alza ulteriormente i centimetri della propria linea difensiva inserendo Cabal e alzando Cambiaso, con Yildiz spostato in posizione di centravanti al posto di David. L'idea è di sgravarlo del lavoro difensivo per mantenerne la qualità in ripartenza. A metà secondo tempo Chivu invece prova a muovere lo stallo inserendo Pio Esposito al posto di Sucic e passando al 3-4-1-2 con Lautaro leggermente arretrato rispetto al nuovo entrato, Thuram più libero di muoversi verso la zona esterna di sinistra e la maggiore vivacità di Diouf al posto di Luis Enrique sulla fascia destra.

Gli spazi cambiano in modo radicale, specie nell’ultimo terzo di campo. Pio Esposito impone la sua presenza in area, e richiama dentro i giocatori della Juventus. I centrocampisti allora guadagnano spazio al limite. Subito dopo l’ingresso di Esposito l’Inter torna a concludere a rete con un tiro di Çalhanoğlu ben parato da Di Gregorio. Con il numero 94 in campo i nerazzurri calciano in porta da fuori area per ben otto volte, di cui quattro con Çalhanoğlu e due con Zielinski. Oltre a liberare spazi fuori dall’area, la presenza di Esposito migliora l'efficacia dei tanti cross messi in area.

Il gol del vantaggio è frutto di un magnifico colpo di testa del giovane centravanti nerazzurro che in area di rigore cerca la marcatura di Locatelli, evitando Bremer o Kelly, e premia un bellissimo cross di Dimarco. Nei 28 minuti in cui è in campo Pio Esposito ha calciato in porta tre volte, tante quante Thuram nell’intera partita e più di Lautaro, autore di una sola conclusione a rete.

Nonostante il vantaggio e la superiorità numerica l’Inter non riesce a controllare i minuti successivi al gol di Esposito. Chivu cerca di riequilibrare la sua squadra schierandola con una sorta di 4-4-2 con Thuram quarto di centrocampo, ma perde terreno e possesso grazie all’aggressività di Bremer, Kelly e Locatelli che riescono ad anticipare gli attaccanti avversari. Proprio da una palla rubata da Bremer a Lautaro nella metà campo avversaria nasce il bel gol del pareggio di Locatelli. L’Inter però ritrova la forza di creare ancora pericoli per Di Gregorio: un colpo di testa di Bisseck e poi un tiro da fuori di Zielinski, decisivo infine per la vittoria dell'Inter.

La Juventus esce da San Siro furiosa per le decisioni arbitrali, ma deve presto mettere da parte l’arrabbiatura e trovare le energie per affrontare l’andata dei playoff contro il Galatasaray tra 48 ore. La squadra di Spalletti deve ripartire dalla buona prestazione in parità numerica. Nel primo tempo i bianconeri hanno trovato la maniera di disinnescare il pressing avversario fine a spegnerlo. Se i bianconeri non sono riusciti a capitalizzare la buona prestazione è anche per la prova poco incisiva di Yildiz e, specie sul lato opposto, di Coinceção. Prosegue anche un altro trend: la Juventus continua a subire reti alla prima occasione. Nella partita contro l’Inter addirittura i bianconeri sono passati in svantaggio prima ancora che gli avversari effettuassero un tiro in porta.

L’Inter, come ha confermato anche Chivu dopo la partita, non ha giocato una gara particolarmente brillante. Ha avuto difficoltà a controllare il palleggio della Juventus e ha subito il pressing e la riaggressione bianconera. Ancora una volta, la partita contro la Juventus ha mostrato le difficoltà per i nerazzurri nel risalire il campo e nel penetrare centralmente quando i suoi due attaccanti non riescono a vincere il duello contro i propri marcatori.

La partita ha inoltre evidenziato ancora una volta come contro avversari di livello più elevato la fase difensiva dell’Inter non sia pienamente affidabile, complice una certa passività, vista per esempio in entrambi i gol subiti. Il pessimo ruolino di marcia negli scontri diretti nasce principalmente da queste difficoltà difensive. In superiorità numerica l’Inter ha fatto largo uso dei cross, ma solo l’ingresso di Esposito ha reso efficace la strategia e liberato spazio per i grandi tiratori della distanza a disposizione di Chivu. Non è forse tantissimo, ma al momento sembra comunque troppo per le altre squadre del campionato italiano.

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